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DOLOMITI VALANGHE

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Centro Valanghe di Arabba
Copertura: Dolomiti e Prealpi Venete
Frequenza: Giornaliera

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Online dal 7 ottobre 2011
Ultimo aggiornamento
24 Aprile  2013

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Trekking
Monte Alto D'Auta

Luogo Difficoltà Durata Dislivello Difficoltà CAI Cartografia
Monte Alto D'auta Media 6 ore 1100 EE Tabacco 015

Monte Alto (Gruppo dell'Auta)

 

Il Monte Alto, che spesso viene confuso con le più famose Cime d'Auta, può riservare agli escursionisti molte sorprese sia per il panorama che si gode dalla vetta, specie sulla vicina Marmolada, sia per l'assoluta mancanza di affollamento.

Questo itinerario “inusuale” inizia da Malga Ciapèla (m 1435), dal parcheggio che si incontra, poco prima del campeggio, percorrendo la strada che si dirige verso la Val Ombretta. Attraversato il torrente Pettorìna seguendo il segnavia 687 si sale nel bosco, a tratti faticosamente, fino a Casèra la Busa (m 1911), ora abbandonata, dalla quale il panorama si apre magnificamente sulla grande parete Sud della Marmolada e sulla vicina parete Nord del Monte Alto.

Si sale ancora, ma con minore dislivello, attraversando un bel prato fino all'erbosa Forzéla de Franzéi a m 2009. Da qui si prosegue sempre per il sentiero 687, sotto le pendici del versante orientale della nostra meta, in direzione del Lago dei Négher che si raggiunge a m 2205.

Dal laghetto si sale ripidamente per il pendio erboso puntando Forcella dei Negher che si raggiunge a m 2286 e dove la vista spazia dalla sottostante Valle del Bois fino all'altopiano della Pale di San Martino.

Si abbandona il segnavia 687 per proseguire per il sentiero 696 lungo il crinale che collega la forcella con le Cime d'Auta incontrando, poco dopo, un dosso roccioso che si supera grazie ad un facile tratto attrezzato. Questo passaggio può essere evitato seguendo la traccia che aggira il dosso sulla destra, tagliando il versante che digrada verso il lago.

Dopo la tabella indicante la Cima d'Auta Orientale si trascura il sentiero 696 e si segue la debole traccia che si vede alla nostra destra e che sale tra i detriti fino a raggiungere, poco dopo, i pendii erbosi della panoramica cima del Monte Alto a m 2545 (3 ore e 30 minuti dalla partenza).

Nel periodo estivo, in prossimità della grande depressione che si incontra prima della cima del Monte Alto, è possibile ammirare una colonia stanziale di stambecchi.

Il ritorno avviene per lo stesso percorso dell'andata.

Percorso GPS

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Inizio = 1440.82m
Fine = 2539.37m
Minima = 1440.82m, distanza 2D = 0.00m
Massima = 2539.43m, distanza 2D = 5457.20m
Dislivello salita = 1111.1m (percorrendo 4468.8m)
Dislivello discesa = 26.1m (percorrendo 268.5m)
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Val Rosandra

Luogo Difficoltà Durata Dislivello Difficoltà CAI Cartografia
Val Rosandra Alta 4 ore 30 minuti 385 E Tabacco 47

Val Rosandra e Monte Carso

 

Dalla Piazza di Bagnoli della Rosandra (70 m s.l.m.), dove è possibile parcheggiare l'auto, si prosegue per la stradina asfaltata in direzione del Rifugio Premuda (raggiungibile in auto fatta eccezione nei giorni festivi e prefestivi).

Arrivati al borgo di case di Bagnoli Superiore si continua per la via principale, lasciando alla nostra sinistra l'accesso al piazzale del Rifugio, fino ad incontrare un cartello indicante il “Sentiero dell'Amicizia” collocato in corrispondenza dei resti di un acquedotto romano.

Si scavalca la canaletta dell'acquedotto romano e si sale ripidamente il versante settentrionale del Monte Carso tra gli alberi seguendo il sentiero che porta l'indicazione di n. 1. Proseguendo a zig-zag su ripidi e brevi tornanti si esce dal bosco continuando su di un macereto dal quale è possibile vedere, dall'altra parte della valle, la Vedetta di Moccò che incontreremo nella parte finale dell'escursione.

Poco dopo si trascura sulla sinistra il segnavia n. 38 per continuare, alla nostra destra, sempre con il n. 1 che ora sale con ampi tornanti ampliando maggiormente il panorama verso il sottostante paese di Bagnoli e il golfo di Trieste. Tra ghiaioni e macereti si prosegue seguendo le indicazioni in colore bianco-rosso e qualche ometto passando così al versante occidentale del Monte Carso fino a raggiungere, attraversando una modesta cengia, la Grotta delle Antiche Iscrizioni. Più si sale e più il panorama diventa ampio e può spaziare dall'Istria alle Alpi.

Poco dopo la grotta si guadagna l'altopiano sommitale del Monte Carso, dove s'incrocia il sentiero che sale da S. Dorligo della Valle e si continua a sinistra per il segnavia n. 46. Poco dopo il bivio, sulla nostra destra, si segue un sentiero nel bosco di pini neri, indicato con bollini celesti e bianchi, fino a raggiungere una strada forestale. Si gira ora a destra e dopo una lieve salita si giunge sulla modesta vetta del Monte Carso a 455 m che si individua grazie a dei ruderi e che per pochi metri si trova in territorio sloveno (1 ora e 30 minuti).

Si ritorna indietro, per la stessa via, fino a ritrovare il segnavia n. 46, evidenziato con bollini rossi e bianchi e dopo un breve tratto si segue il sentiero n. 39a che ci porta su un belvedere, dal quale si gode un'ampia vista del golfo di Trieste. Seguendo poi il segnavia n. 38 si percorre il margine dell'altopiano che guarda la sottostante Val Rosandra, fino ad arrivare in un profondo intaglio a m 380, la Sella della Bora.

Dalla sella si prende il sentiero in discesa che percorre la base delle pareti del crinale e al bivio si sale a destra seguendo il segnavia n. 13 in direzione del Cippo Comici. Il piccolo monumento, dedicato al famoso alpinista triestino Emilio Comici, è stato eretto su un promontorio roccioso dal quale la vista sull’intera Val Rosandra è eccezionale.

Dal Cippo Comici si prosegue in direzione della chiesetta di S. Maria in Siaris ritornando indietro per qualche metro e scendendo sulla destra per il sentiero indicato con segnavia bianco e rosso e cerchietti celesti e bianchi. Nonostante questo tratto di sentiero non sia difficile è necessario fare molta attenzione perché si presenta molto ripido e parzialmente su roccette e su ghiaino.

Dalla chiesetta si scende fino ad incontrare la stradina di fondovalle che proviene da Bagnoli Superiore e si continua in leggera salita superando dapprima la bella cascata del torrente Rosandra e successivamente un ponticello che precede la larga carrareccia che in breve tempo ci porta al piccolo borgo di Bottazzo, dove è possibile vedere la vecchia frontiera tra Italia e Slovenia (3 ore).

Tra le case del villaggio si segue il sentiero che si inerpica sulle pendici del Monte Stena che con alcuni tornanti ci permette di raggiungere, davanti ad una galleria, la massicciata della ex linea ferroviaria Trieste-Erpelle, attuale pista ciclabile.

A questo punto si segue il tracciato della ex ferrovia in direzione di S. Antonio in Bosco e dopo aver attraversato due gallerie, alla nostra sinistra, s'imbocca il segnavia n. 15 che scende ripido verso il Rifugio Premuda. Circa a metà della discesa è possibile fare una deviazione per visitare la panoramica Vedetta di Moccò.

Dal Rifugio si ritorna al punto di partenza per la comoda stradina asfaltata che corre parallela al torrente Rosandra (4 ore e 30 minuti).

E' consigliabile prestare attenzione durante il percorso per la possibile presenza di zecche.

 

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Col Visentin

Luogo Difficoltà Durata Dislivello Difficoltà CAI Cartografia
Fadalto-Col Visentin Alta 8 ore 1251 E Tabacco 24

Dal Fadalto al Col Visentin

L'escursione inizia dal piccolo borgo di montagna di Caloniche di Sotto a m 512 che si raggiunge dalla Sella del Fadalto attraverso la statale n. 51 di Alemagna o l'autostrada A27 (uscita Lago di Santa Croce).Qui prendiamo il sentiero, ben segnalato, denominato “Troi de Mez” (segnavia n. 985) che sale ripido il versante lapisinico del Monte Faverghera e dopo al tratto a zig-zag deviamo, dopo dei ruderi, a destra (tabella) per dirigersi al Rifugio Brigata Cadore a quota 1617 m.Salendo il panorama è sempre più ampio: sotto di noi la Val Lapisina e il Lago Morto, di fronte il Monte Millifret e i prati di Malga Mezzomiglio mentre a Nord-Ovest le nude cime dell'Alpago.Dal Rifugio, dopo un breve tratto di strada forestale, si incontra il sentiero di cresta che, per il Col Toront, porta al Col Visentin a quota 1763 m raggiungendo così anche il Rifugio 5° Artiglieria Alpina. Il sentiero che percorre la cresta di confine tra le provincie di Belluno e Treviso permette di spaziare lo sguardo verso la Valbelluna e le retrostanti Dolomiti Bellunesi.Dal Col Visentin, scendendo per la strada sterrata, si arriva alla Forcella Zoppei a 1417 m; da qui si continua per la mulattiera che, sempre in leggera discesa, si collega al “Troi de Mez” (segnavia n. 985) che, tagliando per un lungo tratto in diagonale la base del Visentin, ci riporta al punto di partenza.

Percorso GPS

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Inizio = 508.61m
Fine = 509.10m
Minima = 506.14m, distanza 2D = 24.56m
Massima = 1750.41m, distanza 2D = 11502.96m
Dislivello salita = 1619.4m (percorrendo 8869.5m)
Dislivello discesa = 1619.7m (percorrendo 8186.5m)
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Tra collagù e San Gallo per il Trail Running GORE-TEX

Luogo Difficoltà Durata Dislivello Difficoltà CAI Cartografia
Soligo Bassa 3 ore 276 T

Una passeggiata tra Collagù e San Gallo per il Trail Running GORE-TEX

 

L'itinerario che affronteremo ripercorre in parte il Trail Running GORE-TEX: percorso di 12,6 Km che si sviluppa attraverso i Comuni di Pieve di Soligo e Farra di Soligo dotato di segnaletica personalizzata con informazioni e consigli relativi sia all’attività sportiva che al territorio circostante.

L'escursione inizia da località Sottocroda che si raggiunge in breve dal centro abitato di Soligo e dove è possibile parcheggiare l'auto. Lasciata alla nostra destra la passerella in legno sul fiume Soligo si continua inizialmente su strada asfaltata e poi su strada bianca seguendo le indicazioni del percorso GORE-TEX. Percorrendo la stradina che sale in mezzo ai vigneti si entra nel cosiddetto “Bosco Impero” e poi, seguendo il sentiero e la successiva strada sterrata si raggiunge il vecchio osservatorio di Collagù sull'omonima cima a quota 415 m. Dalla vetta di Collagù si possono ammirare le colline di Farra di Soligo, il Quartier del Piave con alle spalle il Montello e in lontananza i Colli Asolani.

Per arrivare all'osservatorio è necessario abbandonare, per un breve tratto, il percorso segnalato e così occorre fare molta attenzione per non perdersi. Dalla cima si scende ora per la ripida traccia che prosegue nel bosco dietro l'osservatorio e poi, prima dell'abitazione privata e che si incontra poco dopo, si segue la stradina che inizia alla nostra destra fino alla sottostante strada cementata che percorrendo in discesa ci porta al Santuario della Beata Vergine Addolorata di Collagù.

Da questo punto riprendono le indicazioni del percorso GORE-TEX e si continua a scendere per la strada cementata in direzione delle altre abitazioni del borgo di Collagù. Quando si arriva al crocevia dove si incontrano le strade che provengono dalle vallette sottostanti (quella alla nostra sinistra giunge da loc. Sottocroda), si sale per la ripida strada forestale che s'inoltra ai margini del bosco e che ci porta sul Colbrià. Si prosegue quindi in discesa sul versante opposto, trascurando un'abitazione sulla destra, fino alla forcelletta presso le Case Nardi dove si gira a sinistra proseguendo in media pendenza per la strada bianca fino ad incrociare la strada asfaltata che sale da Soligo (davanti a noi c'è un ristorante). Si sale in direzione Ovest finché si raggiunge la chiesetta posta in cima al Colle di San Gallo in un punto panoramico eccezionale da dove è possibile ammirare l'intera pianura Trevigiana.

Per ritrovare il percorso GORE-TEX, dalla chiesetta, si prosegue ora in leggera discesa verso Ovest e poco dopo il monumento dell'aviatore (statua raffigurante la Madonna di Loreto) si percorre il ripido sentiero a zig-zag che scende veloce fino ad incontrare il cancello d'ingresso di un'abitazione con davanti alcuni cipressi. Si svolta a sinistra rientrando nel percorso GORE-TEX e poco dopo essere passati dietro alla chiesa di Soligo si ritorna al punto di partenza.


Percorso GPS

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Inizio = 143.61m
Fine = 142.54m
Minima = 142.46m, distanza 2D = 8536.94m
Massima = 406.89m, distanza 2D = 3693.57m
Dislivello salita = 475.6m (percorrendo 4189.5m)
Dislivello discesa = 475.4m (percorrendo 3203.9m)
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DOLOMITI di SESTO tra Natura e Storia

Luogo Difficoltà Durata Dislivello Difficoltà CAI Cartografia
Dolomiti di Sesto Alta Superiore al giorno 4000 EE Tabacco 10

Dolomiti di Sesto Tre cime di Lavaredo

 

L'escursione rappresentata in questo video è stata effettuata tra il 16 e il 21 agosto 2011 in uno dei luoghi più famosi e suggestivi delle Dolomiti, quasi sempre, sotto lo sguardo delle bellissime Tre Cime di Lavaredo. Il luogo prescelto per la partenza, lo stesso dell'arrivo, è stato il parcheggio vicino all'Hotel Tre Cime nella Valle di Landro (strada Misurina -- Dobbiaco). Attraverso la Valle della Rienza e quella del Rinbon siamo giunti al Rifugio Locatelli che è stato utilizzato come punto di appoggio per tutta la durata del giro. Tra i vari luoghi che abbiamo visitato possiamo ricordare la Torre di Toblin, il Lastron dei Scarperi, il Crondon di San Candido, le Crode Fiscaline, i Laghi dei Piani e di Cengia e la Forcella Lavaredo. Il ritorno ha toccato la Capanna dei Pastori, la Forcella del Col de Medo, la Croda dell'Arghena, la Malga Rinbianco e l'omonima valle.Questo video, a differenza degli altri, non descrive in modo cronologico l'escursione, ma è diviso in tre periodi distinti che rappresentano, ciascuno, dei momenti fondamentali dell'esperienza che è stata vissuta.Il primo racconta le fatiche della salita, il desiderio di scoperta, la ricerca del sentiero, la tranquillità delle soste per il riposo, lo sguardo continuo verso il panorama e la sfida contro la montagna e se stessi.Il secondo invece è la contemplazione della montagna: la sera, durante il tramonto, dopo le fatiche della giornata passata sui sentieri e al mattino, mentre sorge il sole, prima di ripartire per una nuova camminata.Il terzo rappresenta il ricordo del passato perché questi luoghi, durante il primo conflitto mondiale tra il 1916 e 1917, furono teatro di eventi drammatici e qui, allo stesso tempo, vennero rappresentati il coraggio e la sopportazione, la morte per piombo e per valanga, la grande impresa alpinistica e la tragedia.

 

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