| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Val Rosandra |
Alta |
4 ore 30 minuti |
385 |
E |
Tabacco 47 |
Val Rosandra e Monte Carso
Dalla Piazza di Bagnoli della Rosandra (70 m s.l.m.), dove è possibile parcheggiare l'auto, si prosegue per la stradina asfaltata in direzione del Rifugio Premuda (raggiungibile in auto fatta eccezione nei giorni festivi e prefestivi).
Arrivati al borgo di case di Bagnoli Superiore si continua per la via principale, lasciando alla nostra sinistra l'accesso al piazzale del Rifugio, fino ad incontrare un cartello indicante il “Sentiero dell'Amicizia” collocato in corrispondenza dei resti di un acquedotto romano.
Si scavalca la canaletta dell'acquedotto romano e si sale ripidamente il versante settentrionale del Monte Carso tra gli alberi seguendo il sentiero che porta l'indicazione di n. 1. Proseguendo a zig-zag su ripidi e brevi tornanti si esce dal bosco continuando su di un macereto dal quale è possibile vedere, dall'altra parte della valle, la Vedetta di Moccò che incontreremo nella parte finale dell'escursione.
Poco dopo si trascura sulla sinistra il segnavia n. 38 per continuare, alla nostra destra, sempre con il n. 1 che ora sale con ampi tornanti ampliando maggiormente il panorama verso il sottostante paese di Bagnoli e il golfo di Trieste. Tra ghiaioni e macereti si prosegue seguendo le indicazioni in colore bianco-rosso e qualche ometto passando così al versante occidentale del Monte Carso fino a raggiungere, attraversando una modesta cengia, la Grotta delle Antiche Iscrizioni. Più si sale e più il panorama diventa ampio e può spaziare dall'Istria alle Alpi.
Poco dopo la grotta si guadagna l'altopiano sommitale del Monte Carso, dove s'incrocia il sentiero che sale da S. Dorligo della Valle e si continua a sinistra per il segnavia n. 46. Poco dopo il bivio, sulla nostra destra, si segue un sentiero nel bosco di pini neri, indicato con bollini celesti e bianchi, fino a raggiungere una strada forestale. Si gira ora a destra e dopo una lieve salita si giunge sulla modesta vetta del Monte Carso a 455 m che si individua grazie a dei ruderi e che per pochi metri si trova in territorio sloveno (1 ora e 30 minuti).
Si ritorna indietro, per la stessa via, fino a ritrovare il segnavia n. 46, evidenziato con bollini rossi e bianchi e dopo un breve tratto si segue il sentiero n. 39a che ci porta su un belvedere, dal quale si gode un'ampia vista del golfo di Trieste. Seguendo poi il segnavia n. 38 si percorre il margine dell'altopiano che guarda la sottostante Val Rosandra, fino ad arrivare in un profondo intaglio a m 380, la Sella della Bora.
Dalla sella si prende il sentiero in discesa che percorre la base delle pareti del crinale e al bivio si sale a destra seguendo il segnavia n. 13 in direzione del Cippo Comici. Il piccolo monumento, dedicato al famoso alpinista triestino Emilio Comici, è stato eretto su un promontorio roccioso dal quale la vista sull’intera Val Rosandra è eccezionale.
Dal Cippo Comici si prosegue in direzione della chiesetta di S. Maria in Siaris ritornando indietro per qualche metro e scendendo sulla destra per il sentiero indicato con segnavia bianco e rosso e cerchietti celesti e bianchi. Nonostante questo tratto di sentiero non sia difficile è necessario fare molta attenzione perché si presenta molto ripido e parzialmente su roccette e su ghiaino.
Dalla chiesetta si scende fino ad incontrare la stradina di fondovalle che proviene da Bagnoli Superiore e si continua in leggera salita superando dapprima la bella cascata del torrente Rosandra e successivamente un ponticello che precede la larga carrareccia che in breve tempo ci porta al piccolo borgo di Bottazzo, dove è possibile vedere la vecchia frontiera tra Italia e Slovenia (3 ore).
Tra le case del villaggio si segue il sentiero che si inerpica sulle pendici del Monte Stena che con alcuni tornanti ci permette di raggiungere, davanti ad una galleria, la massicciata della ex linea ferroviaria Trieste-Erpelle, attuale pista ciclabile.
A questo punto si segue il tracciato della ex ferrovia in direzione di S. Antonio in Bosco e dopo aver attraversato due gallerie, alla nostra sinistra, s'imbocca il segnavia n. 15 che scende ripido verso il Rifugio Premuda. Circa a metà della discesa è possibile fare una deviazione per visitare la panoramica Vedetta di Moccò.
Dal Rifugio si ritorna al punto di partenza per la comoda stradina asfaltata che corre parallela al torrente Rosandra (4 ore e 30 minuti).
E' consigliabile prestare attenzione durante il percorso per la possibile presenza di zecche.
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