| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Monte Alto D'auta |
Media |
6 ore |
1100 |
EE |
Tabacco 015 |
Monte Alto (Gruppo dell'Auta)
Il Monte Alto, che spesso viene confuso con le più famose Cime d'Auta, può riservare agli escursionisti molte sorprese sia per il panorama che si gode dalla vetta, specie sulla vicina Marmolada, sia per l'assoluta mancanza di affollamento.
Questo itinerario “inusuale” inizia da Malga Ciapèla (m 1435), dal parcheggio che si incontra, poco prima del campeggio, percorrendo la strada che si dirige verso la Val Ombretta. Attraversato il torrente Pettorìna seguendo il segnavia 687 si sale nel bosco, a tratti faticosamente, fino a Casèra la Busa (m 1911), ora abbandonata, dalla quale il panorama si apre magnificamente sulla grande parete Sud della Marmolada e sulla vicina parete Nord del Monte Alto.
Si sale ancora, ma con minore dislivello, attraversando un bel prato fino all'erbosa Forzéla de Franzéi a m 2009. Da qui si prosegue sempre per il sentiero 687, sotto le pendici del versante orientale della nostra meta, in direzione del Lago dei Négher che si raggiunge a m 2205.
Dal laghetto si sale ripidamente per il pendio erboso puntando Forcella dei Negher che si raggiunge a m 2286 e dove la vista spazia dalla sottostante Valle del Bois fino all'altopiano della Pale di San Martino.
Si abbandona il segnavia 687 per proseguire per il sentiero 696 lungo il crinale che collega la forcella con le Cime d'Auta incontrando, poco dopo, un dosso roccioso che si supera grazie ad un facile tratto attrezzato. Questo passaggio può essere evitato seguendo la traccia che aggira il dosso sulla destra, tagliando il versante che digrada verso il lago.
Dopo la tabella indicante la Cima d'Auta Orientale si trascura il sentiero 696 e si segue la debole traccia che si vede alla nostra destra e che sale tra i detriti fino a raggiungere, poco dopo, i pendii erbosi della panoramica cima del Monte Alto a m 2545 (3 ore e 30 minuti dalla partenza).
Nel periodo estivo, in prossimità della grande depressione che si incontra prima della cima del Monte Alto, è possibile ammirare una colonia stanziale di stambecchi.
Il ritorno avviene per lo stesso percorso dell'andata.
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Percorso GPS
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Inizio = 1440.82m Fine = 2539.37m Minima = 1440.82m, distanza 2D = 0.00m Massima = 2539.43m, distanza 2D = 5457.20m Dislivello salita = 1111.1m (percorrendo 4468.8m) Dislivello discesa = 26.1m (percorrendo 268.5m) |
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| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Monti del Sole |
Alta |
5 ore |
1032 |
EE |
Tabacco 24 |
Il Zimon de Gena e il paese abbandonato di Gena Alta.
L'itinerario che abbiamo percorso rappresenta l'approccio ideale per chi desidera avvicinarsi al gruppo dei Monti del Sole, grazie allo stupendo panorama che si può godere dalla cima del Zimon de Gena verso la parte sud-ovest del gruppo.
Da Géna Bassa a quota 433 m a ridosso del bar La Soffia, raggiungibile da Sospirolo percorrendo la strada provinciale della Valle del Mis che costeggia l'omonimo lago, si sale per la ripida stradina asfaltata (chiusa al traffico) che con una serie di tornati termina al paese abbandonato di Géna Alta a 800 m circa. Qui, sulla sinistra della vecchia fontana, inizia il marcato segnavia CAI n. 871 diretto al Bivacco Valdo che, su fondo acciottolato, ci permette di superare il piccolo colle che sovrasta il paese e da dove si gode una della vista sul gruppo dei Monti del Sole.
Giunti al bivio che si trova a circa 940 m si abbandona il sentiero 871 che si inoltra in Val Soffia per imboccare la traccia alla nostra sinistra; la traccia è indicata con una scritta “Z”sul sasso posto al bivio. Il sentiero, segnalato da sporadici bolli rossi, prosegue in ripida salita e con un'ampia svolta ci porta sotto ad una fascia di rocce che si superano grazie a dei tornanti ed un breve canalino. Dopo questo passaggio il panorama si apre verso il Mont Alt, la Croda Bianca e, in basso, verso la Valle del Mis. Al bivio che s'incontra poco dopo, si gira a sinistra e attraverso un sentiero che taglia di traverso il rado bosco si giunge su un pianoro a circa 1140 m. La traccia diventa a tratti confusa ma, poco dopo, si rivedono i segni sul pendio sovrastante e con un traverso verso destra si arriva su un ripido prato dove il sentiero scompare. Conviene ora salire puntando a un segno rosso che si vede su un sasso e poi insistere nella stessa direzione fino a guadagnare un altro ripiano a quota 1365 m.
Adesso, attraversando un boschetto, si risale il ripido pendio erboso puntando alla forcella che divide l'anticima dalla cima; si segue ora la traccia lungo la ripida cresta che ci permette di raggiungere in breve la panoramica cima del Zimon de Gena a quota 1465 m in circa 3 ore.
Il panorama è molto ampio, in senso orario vediamo il Piz de Mezodì, i Feruch, la Croda Bianca, il Mont Alt, la Val belluna e la dorsale prealpina, le cime che delimitano la parte nord-orientale dei Piani Eterni e, in lontananza, il Passo Cereda.
Il ritorno avviene per la via di salita in circa due ore.
E' consigliabile effettuare l'itinerario all'inizio della primavera o nel tardo autunno perché durante il periodo più caldo la presenza di zecche è elevata.
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Percorso GPS
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Inizio = 432.04m Fine = 1453.39m Minima = 432.04m, distanza 2D = 0.00m Massima = 1453.39m, distanza 2D = 3974.59m Dislivello salita = 1018.2m (percorrendo 3557.5m) |
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Passo Giau -Monte Mondeval |
| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Passo Giau |
Bassa |
4 ore |
219 |
E |
tabacco 15 o 25 |
Passo Giau Monte Mondeval
Il Monte Mondevàl è l'avancorpo meridionale della Croda da Lago e si eleva dall'omonima ed incantevole Alpe dove fu rinvenuta la sepoltura di un cacciatore mesolitico, risalente a circa 7000 anni fa, denominato per l'appunto l'uomo di Mondevàl. L'escursione inizia dal Passo Giau (2236 m) e poi si prosegue verso Forcella de Col Pimbin (2239 m), dalla quale attraversando la prativa Val Cernera dove è possibile vedere numerose marmotte, si continua per un ripido sentiero fino a raggiungere Forcella Giau (2360 m), sovrastata dai Lastòni di Formin e dal massiccio del Cernèra. Dalla forcella scendendo per il versante opposto s'incontra il piccolo Lago delle Baste (2281 m) e poi, risalendo per un dolce crinale erboso, si giunge alla vetta del Monte Mondevàl (2455 m). Da qui il panorama è a dir poco straordinario: dalla cima si possono ammirare oltre che ai vicini Lastòni di Formin, la Croda da Lago, il Becco di Mezzodì ed l'imponente Pelmo, le grandi montagne dell'area dolomitica quali la Marmolada, il Civetta, l'Antelao, il Sella, le Tofane, le Dolomiti di Sesto, d'Auronzo e dell'Oltrepiave, le Pale di San Martino ed il Lagorai.
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Percorso GPS
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Inizio = 2241.64m Fine = 2413.46m Minima = 2181.37m, distanza 2D = 1690.80m Massima = 2413.46m, distanza 2D = 4077.38m Dislivello salita = 373.2m (percorrendo 2090.2m) Dislivello discesa = 202.1m (percorrendo 1878.3m) |
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| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Belluno |
Media |
3 ore |
1200 |
E |
Tabacco 24 |
Monte Serva
Da Cargador a 1035 m, località raggiungibile da Belluno per Col Roanza, si segue il sentiero n. 517 che risale il fondo del vallone fino al panoramico dosso del Col Cavallin a 1394 m. Si continua a salire, attraversando alcuni avvallamenti erbosi, raggiungendo così la Casera Pian de i Fiòc a 1739 m (privata ma dotata di bivacco). Dalla Casera si prosegue, sempre per il segnavia 517, con numerosi zig zag sul costone prativo che scende dalla cima del Monte Serva che viene raggiunta a m 2133 in circa 3 ore. Il percorso del ritorno è lo stesso dell'andata.
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Percorso GPS
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Inizio = 1013.03m Fine = 2130.47m Minima = 1013.02m, distanza 2D = 1.00m Massima = 2130.96m, distanza 2D = 4274.51 Dislivello salita = 1115.8m (percorrendo 3713.6m) |
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| Luogo |
Difficoltà |
Durata |
Dislivello |
Difficoltà CAI |
Cartografia |
| Passo rolle |
Bassa |
3 ore |
363 |
E |
Tabacco 22 |
Monte Castellaz-Cristo pensante
Dal Passo Rolle, attraverso la strada bianca che porta alla Baita Segantini, oltrepassando la Capanna Cervino si arriva al sentiero che sale sul Monte Castellaz il cui nome deriva proprio dalla sua forma trapezoidale e vagamente merlettata. Dalla vetta (2333 m), dove a poca distanza è collocato anche il famoso Cristo Pensante, si possono ammirare tutte le meravigliose pareti nord del Gruppo delle Pale di San Martino. L'altopiano sommitale del Castellaz fu trasformato dai soldati italiani, durante la Grande Guerra, in un caposaldo per fronteggiare le linee nemiche appostate a Paneveggio, Forte Dossaccio e Cima Bocche. In questo luogo di battaglia la maggior parte dei soldati morirono sepolti dalle valanghe o rimasero assiderati per le bassissime temperature invernali.
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